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I tuoi percorsi

Avventura lungo il Po, da Piano del Re a Porto Tolle
Data Piccola descrizione
dal
31/08/2008
al
03/09/2008
Tratto Piemontese - da Piano del Re a Valenza Po
Siamo partiti all’alba per raggiungere Piano del Re in auto. Alle 10.30 siamo pronti per affrontare la discesa con giubbotti pesanti e guanti da moto. Fa freddo e c è una fitta nebbia. Dopo alcune foto di rito scendiamo la ripida discesa. Francesco, che ci ha accompagnato, ci precede in auto.  Leggi tutto
dal
04/09/2008
al
06/09/2008
Tratto Lombardo - da Valenza Po a  San Pietro in Cerro
Riprendiamo la strada verso la Lombardia e passiamo il Po sul ponte di Valenza. Giriamo verso Frascarolo e possiamo così percorrere una strada piccola e priva di traffico. Passiamo da Suardi, un po’ di vento ci ostacola la marcia. Arriviamo a Pieve del Cairo, proseguiamo per Cascine Nuove e ci fermiamo a Mezzana Bigli per acquistare il pranzo. Nel locale negozio di alimentari sono molto gentili, così pure l’edicolante che spontaneamente di indica dove prendere la strada d’argine. Leggi tutto
dal
07/09/2008
al
09/09/2008
Tratto Emiliano - da San Pietro in Cerro a Serravalle
Mattina fresca e nuvolosa. Andiamo verso Villanova sull’Arda e ci fermiamo in un bar per la colazione. Qui un signore ci indica che avremmo potuto  prendere poco distante la strada d’argine, infatti così facciamo. La strada è asfaltata e gradevolissima da percorrere. Passiamo da Polesine Parmense, Zibello, Pieve Ottoville, Ragazzola. La strada si snoda attraverso la campagna che si ripete nelle sua uguale diversità. Leggi tutto
dal
10/09/2008
al
11/09/2008
Tratto Polesine - da Serravalle a Pila-Boccasette
Bella giornata. Dall’albergo in circa 4 km ci troviamo all’argine del Po verso San Biagio. Qui troviamo un ciclista locale, Bruno, che ci accompagna per alcuni km. Ora la strada è bellissima, si snoda tutta lungo l’argine e si chiama “Destra Po”. Bruno ci saluta, scende per andarsi a mangiare un panino col salame…lo capiamo e noi proseguiamo verso il mare, dove si andrà a riposare il nostro grande fiume.  Leggi tutto
Il viaggio del Po sembra finito,  per semplificare le cose abbiamo seguito lo  sbocco al mare solo del Po di Venezia, in realtà il grande fiume si divide nel delta in diversi rami che vanno a formare queste terre d’acque che è appunto il delta. Una terra molto particolare, molto dura in passato, una terra in perenne movimento che si espande e restringe, sempre in lotta col mare dove si protrae. Il Po continua a scorrere portando sabbia e materiale che costruiscono i territori di questa zona, disegnando dei paesaggi di terre e acque affascinanti per la loro particolare natura. Una terra da valorizzare perché possa essere fruita da un turismo consapevole della bellezza del paesaggio, adatta ad escursioni in bicicletta, in canoa, a cavallo per i più attivi ma anche per un turismo tranquillo fatto di bagni, sole in riva al mare dove per esempio la spiaggia di Boccasette, particolarmente interessante, offre questo tipo di tranquillità, l’emozione di gustare un fritto misto, un bicchiere di vino sotto un tetto di cannette palustri che ci riporta ad altri tempi passati ma qui ancora al presente..   In quanto al viaggio, non abbiamo avuto particolari difficoltà o disagi, il tempo ci è stato amico e non ci sono  stati dislivelli da superare a parte qualche piccola salita in Piemonte e gli innumerevoli cavalcavia e sottopassi. Questo ci ha permesso di non dovere troppo selezionare le cose che ci abbiamo portato con noi e quindi un po’ di superfluo ci ha accompagnato ma ci ha anche rassicurato nel caso ce ne fosse stato il bisogno. La parte più difficile in realtà è proprio questa, quella di riportare le fasi del viaggio, raccontare e prendere nota, cosa che facciamo comunque con piacere perché permette a noi e a chi vorrà leggere di rivivere le fasi dell’avventura vissuta.   Le uniche “difficoltà” sono state  la scarsa disponibilità di approvvigionamento acqua e il pensiero di dover trovare un alloggio prima di essere troppo stanchi, questo a volte è stato un problema ma che comunque è stato risolto volta per volta.   Non abbiamo voluto pianificare questo aspetto da casa per mezzo di internet perché internet non riflette completamente le realtà dei posti e quindi abbiamo preferito la verifica sul luogo anche chiedendo ai locali .  Gli alloggi citati sono frutto quindi della casualità e i nostri commenti a riguardo sono del tutto personali e soggetti a valutazioni soggettiva, quindi non vincolanti  per chi volesse ripercorrerli; abbiamo ritenuto potesse avere qualche utilità tuttavia inserire questi indirizzi per la comodità di chi li volesse comunque utilizzare.   Speriamo che anche questo nostro lavoro, unitamente a quello di altri che ci hanno preceduto, possa servire a realizzare una ideale “ciclopista del Po” che possa essere in equivocamente individuata e percorsa più agevolmente da sempre più cicloturisti, come accade per altre vie d’acqua in Europa. Per ora ci è sembrato, a parte i ciclisti locali e di giornata, che il traffico di ciclo viaggiatori sia molto scarso ( solo due coppie di ciclo stranieri incontrate).   Infine una sorpresa…Qualcuno ha “parlato” e veniamo contattati da un giornalista locale, Mirko Avanzo della testata giornalistica “La Voce di Rovigo” che ci chiede di poter raccontare qualcosa della nostra avventura lungo il Po. Assecondiamo volentieri e  ci intratteniamo con lui nel nostro ultimo alloggio di Boccasette a parlare di noi e del Po. Pochi giorni dopo esce un articolo sul suo giornale che riportiamo qui.  
Barchessa” e “Ravagnan”   
(Graziana e Antonio)