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Da Livorno alla Valdelsa in mountain bike

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Data Larniano - Certaldo Km Dislivello
24/05/2019 30,6 426
Le strutture di sosta sul percorso
   
   
   
   
   
Descrizione Dopo un'altra bellissima serata, da ricordare, quest'oggi ci aspetta l'ultima tappa del nostro viaggio, sarà quasi un trasferimento perché la distanza che ci separa dalla stazione di Certaldo è davvero minima. Nonostante questo avremo ancora l'opportunità di passare in località dove mai in precedenza siamo passati e quindi anche se il tragitto sarà breve faremo altre conoscenze del bellissimo territorio che ci circonda. Nulla da dire su questi giorni che sono come volati e dove la compagnia, sempre ottima, si è rinsaldata man mano che procedavamo su queste strade tutte sconosciute. Di certo non abbiamo fatto una passeggiata, non tanto per i km e il dislivello complessivo, quanto per lo zaino che dopo qualche giorno inizia davvero a pesare e rallenta l'andatura in modo a tratti vistosissimo. Però tutto questo fa parte delle nostre scelte perché partire sapendo di dover raggiungere tutti i giorni un'altra destinazione è quel qualcosa in più che rende questa vacanza ancor più bella. Grazie davvero a Dino, Luigi, Maurizio e Rossano che con la loro simpatia hanno fatto di questi giorni un evento che mai scorderemo.   
Il racconto
della giornata

Serata ieri sera bellissima in compagnia di Carla, Laura e Stefano che hanno organizzato per noi questa bellissima cena a base di prodotti locali. Come sempre grande allegria a tavola e dopo averci riaccompagnato alla Fattoria di Larniano salutiamo Laura e Stefano che rivedremo prossimamente mentre con Carla l'appuntamento è per domani mattina prima della partenza. Dormiamo in questo luogo dove solo i soli rumori che si sentono sono quelli dei canti degli uccelli e quelli delle frasche degli alberi che si muovono con il vento. Le nostre camere sono posizionate all'interno della Torre Medioevale della struttura e perciò il silenzio è già, di per se,  assicurato visto la larghezza dei muri. Notte tranquilla e svegli al mattino verso le 8:00 per andare a far colazione nella bella sala al pian terreno. Anche qui un bel tavolo pieno di buon prodotti che non vedono l'ora di essere assaggiati.

Terminata la colazione e saldato i conti dell'albergo ritorniamo in camera per ritirare le ultime cose e ci avviamo a riprendere le nostre mountain bike. Dopo aver verificato con Maurizio e Rossano la situazione della mia gomma anteriore, (ieri ho forato) ma,  con l'ausilio del salsicciotto all'interno della gomma, sono riuscito comunque ad arrivare anche se la gomma era comunque a terra e nulla erano valse le varie aggiunte di liquido che avevamo immesso all'interno del copertone per tappare il grosso buco.

La notte però, come si dice, porta consiglio e lasciata la mtb a riposo il lattice all'interno ha fatto il suo sporco lavoro ed ora dopo aver rimesso aria all'interno sembra che non ci siano più perdite. Ultimi scatti con Carla ed il saluto di commiato con un bacio non poteva mancare e quando usciamo dal cancello di questa stupenda località la prima cosa che ti viene spontanea fare è quella di girarti e vedere quanto è davvero bello questo luogo circondato da campi, vigneti e boschi dove si vive davvero in un'altra dimensione rispetto a quello a cui siamo abituati.

Ritornati per un breve tratto sulla  SP69   ripercorriamo per un breve tratto, 1500 m, la provinciale da cui siamo arrivati ieri ma quando arriviamo al bivio dove ci sono le indicazioni Cellole giriamo a sinistra e dopo un brevissimo tratto di strada sterrata, leggermente in salita, arriviamo davanti al Monastero di Bose ed alla Pieve di Santa Maria in Cellole (Sec. XIII -

Già esistente nel 949; ricostruita tra XII e XIII secolo). Siamo sulla via Francigena e qui al Monastero vengono accolti i pellegrini di passaggio da e per raggiungere Roma. Non possiamo non entrare in questa bellissima Chiesa che all'arrivo risulta parzialmente nascosta da dei fantastici cipressi che donano ancor più serenità ad un luogo già bellissimo.

All'interno una chiesa molto semplice dove le tre navate sono subito sormontate dalle assi che sorreggono il tetto e sulle pareti non ci sono affreschi ma se ne trovano parti sulle colonne. Nella parte destra, all'entrata, c'è il bellissimo Fonte Battesimale e sul fondo della navata un bel Crocefisso.

Terminiamo la visita uscendo sul piazzale e dopo gli ultimi scatti fotografici degli esterni ci rimettiamo in sella. Uscendo dal piazzale, superando le catene, ci teniamo a destra ed andiamo a percorrere la bella strada bianca che dopo aver attraversato il boschetto passa nel mezzo di vigneti e uliveti arrivando al piccolo Borgo di Collemucioli. Proseguendo in questo bellissimo contesto arriviamo al bivio e ci teniamo a destra per arrivare sull'asfaltata via Pancole. Giriamo a sinistra e percorriamo la bella stradina dove il verde la fa davvero da padrone con i lunghi filari di viti ed i tantissimi ulivi che si trovano sparsi sui veri poggi dando al già bel panorama un vero e proprio tocco di bellezza sopraffina.

La strada quasi sempre pianeggiante ci conduce dopo la curva a sinistra a vedere sulla collina l'Abbazia di Pancole che raggiungiamo dopo una breve salita. Entrando sul piazzale a fianco della Chiesa troviamo un gruppo di biker che stanno uscendo dal portico e ci soffermiamo a parlare con loro scoprendo, con simpatia, che sono Brianzoli come noi e che stanno percorrendo il tratto di Via Francigena fino a Siena. A differenza nostra loro non hanno zaini da portare ma c'è un furgone che li precede dove caricano le loro varie vettovaglie che ritroveranno poi la sera al loro arrivo….. (comoda la vita…. Ma giustamente ciascuno sceglie il modo migliore per superare i tanti chilometri da fare in mountain bike.

Foto di rito e si passa ai saluti e li vediamo partire uscendo sulla strada e scomparire dietro la siepe. Noi intanto entriamo all'interno di questa bella Chiesa Santuario di Maria Santissima Madre della Divina Provvidenza (Sec. XVII - Nello stesso luogo dove ora si trova la chiesa sorgeva un'edicola sulla quale Pier Francesco Fiorentino aveva affrescato l'immagine della Vergine allattante il Bambino (verosimilmente tra il 1475 e il 1499).  Quella che vediamo adesso è però la ricostruzione della Chiesa perché durante il secondo conflitto mondiale i Tedeschi in ritirata la minarono e la fecero saltare. L'unica parete che rimase in piedi dopo questa operazione fu quella dove si trovava il quadro raffigurante la Madonna.

Usciamo dal Santuario e dopo aver scattato qualche bella foto anche agli esterni si riparte e riportandoci su via Pancole giriamo a sinistra e procediamo su un susseguirsi di falsopiano arriviamo in località Pozzini dove la strada devia a destra e circa 2 chilometri dopo arriviamo davanti a Villa del Monte.

Splendido scenario per questa villa grandiosa che si erge sopra un poggio (adesso è un Agriturismo) e soffermandoci sul piazzale antistante abbiamo la possibilità di scattare qualche bella fotografia all'interno della tenuta e di alcuni scorci che sono visibili, sulla vallata, tra il muro di cinta della villa e la Casa che si trova al suo fianco sulla destra.  Riprendiamo la nostra strada procedendo sempre diritto su via del Sasso su un lungo tratto dove i cipressi danno quel tocco in più al paesaggio. La stradina adesso in discesa supera le località Canonica, Marcignanella, Marcignana, prima di arrivare a Badia a Elmi una frazione del comune di San Gimignano.

Attraversiamo il paese e arrivati al bivio proseguiamo, a sinistra, per un breve tratto sulla  SP1  e raggiungiamo poi l'incrocio con la  SP64  dove giriamo a destra e superata la rotonda andiamo sempre diritto per arrivare al sottopasso pedonale della ferrovia e risaliti dalla parte opposta arriviamo tra le prime case di Certaldo. Proseguiamo verso il centro cittadino e raggiungiamo piazza Libertà  e ci portiamo poi su via Roma per iniziare la salita verso Certaldo Alto. La breve ma non molto impegnativa salita ci porta al di fuori delle mura della vecchia città medioevale che ha dato i natali a Giovanni Boccaccio,(autore del Decameron fu una delle figure più importanti nel panorama letterario europeo del XIV secolo).

Entriamo da piazza Sant'Annunziata e girano poi a destra andiamo a percorrere la bella e larga strada di via G. Boccaccio e passiamo davanti alla casa natale dello scrittore, che attualmente ospita un museo. Proseguendo sempre diritto arriviamo davanti alla Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo (Sec. XII - Si tratta di un edificio in stile romanico: al suo interno, oltre a numerose opere d'arte, si trovano le spoglie mortali del grande scrittore trecentesco Giovanni Boccaccio e della beata Giulia Della Rena, sua contemporanea e patrona di Certaldo).

Poco più avanti troviamo il Palazzo Pretorio (Sec. XII - Le prime notizie che si hanno di Palazzo Pretorio risalgono al 1164, anno in cui, in un diploma di Federico Barbarossa, viene nominato per la prima volta. Antica dimora dei Conti Alberti, il palazzo fu costruito verso la fine del XII secolo) e la Chiesa dei Santi Tommaso e Prospero (Sec. XII - Le più antiche testimonianze su questa chiesa si trovano murate nell'edificio stesso e sono due iscrizioni recanti le date 1215 e 1366. Nel 1415, dopo che era stato costruito il palazzo Pretorio, ne divenne l'oratorio). Seguiamo le stradine del centro storico e poi lasciamo questa piccola perla della Valdelsa perché per noi arriva il momento della partenza e quindi dobbiamo recarci in stazione dove ci attende il treno che ci riporterà in Brianza. Prima però riusciamo a mangiarci un buon piatto di Pici all'Aglione presso il Ristorante il Pirata che si trova in Piazza G. Boccaccio davanti alla Chiesa di San Tommaso. Pasto frugale ma di ottima qualità accompagnato da un buon bicchiere di vino che per oggi può bastare perché il viaggio in treno sarà lungo e non arriveremo che prima di sera a casa perché i nostri mezzi per il trasporto sono solo treni regionali.

Note sul percorso  
Larniano - Certaldo