Invia un messaggio con WhatsApp al numero 340.1823598     Sito Italiano Mountain bike

Percorsi

15 marzo 2009 - Santuario Madonna del Bosco - Parco Adda Nord - Parco Rio Vallone
Note sul percorso
Lunghezza complessiva 52 KM
Dislivello superato -
Tempo impiegato 5 H
Pendenza massima in salita -
Pendenza massima in discesa -
Fondo Sterrato, Sentiero, Asfalto
Impegno fisico Medio
Tecnica Media
Panorama Fiume Adda
Traccia GPS
Il tracciato di una parte delle nostre escursioni è stato inserito sul portale TurboLince.com
 
Da vedere sul percorso Santuario della Madonna del Bosco, Riserva Naturale del Lago di Sartirana, Canali Leonardeschi lungo il tratto sulle sponde del fiume Adda
Informazioni Turistiche -
Info Meteo della giornata

Poco Nuvoloso

Sole

Poco Nuvoloso
Sono le 8 meno dieci ed anche oggi il ritrovo è fissato presso la stazione di Lissone, da dove proseguiremo in treno prima verso Monza e poi con la coincidenza delle 8:09 andremo verso quel di Merate-  Cerusco Lombardone. Primo sms della giornata, è di Roby ci informa sul suo forfait perchè ha la febbre (alla prossima Roby guarisci in fretta....) Oggi ci aspettano, presso la stazione di arrivo due amici,Gianni che per la prima volta pedala con noi e Ale che ha voluto riprendere a fare un pò di sport. Quando arriviamo però c'è solo Gianni, perchè per un problema alla sveglia del cellulare, l'Ale, ci aspetterà direttamente presso il Santuario della Madonna del Bosco. Abbiamo anche l'appuntamento con Margherita e Beppe che provengono da Dalmine e che ritroveremo a Imbersago davanti al Traghetto. Iniziamo a pedalare in 9, Oltre a Gianni, sono presenti Eva, Gas, Max,Livio, Dino, Icio, Stefano ed io. Iniziamo subito a pedalare, ma prima dobbiamo raggiungere un bar dove andremo a prenderci il solito caffè mattutino. Solo il tempo di berci questo ottimo caffè che ci offre il Gas (grazie Gas....) e poi ripartiamo. Gianni ci porta tra le stradine, che già in parte conosciamo, ma che ci permetteranno di raggiungere il Santuario dalla parte di Cassina Fra Martino passando per la Riserva naturale del Lago di Sartirana seguendo un percorso che in precedenza non avevamo mai fatto. Tutto questo tratto è su strada asfaltata, tranne un piccolo viottolo che ci porta nel centro di Merate, salendo da una sterrata fantastica che sbuca in una stradina dove sia da una parte che dall'altra sorgono delle ville da favola. Il tempo di scattare qualche foto e poi giù in discesa per un primo tratto e poi un continuo saliscendi fino a quando arriviamo nell'ultimo rettilineo dove in discesa raggiungiamo il piazzale del Santuario. Una visita all'interno non può mancare e poi di nuovo in sella. Adesso in discesa andiamo verso il traghetto, giù fino alle sponde del fiume Adda. Quando arriviamo Margherita e Beppe sono già li e allora non può mancare la foto di gruppo (quest'oggi ci sono anche i nuovi cappellini da sfoggiare). Una gentile signora si offre, quasi, volontaria per lo scatto e da parte nostra non possiamo far altro che immortalare pure lei per un bel ricordo di amicizia. Dopo un'altro caffè, del sottoscritto in compagnia di Margherita Beppe e Icio (Grazie Icio per il caffè....) , ripartiamo. Da Margherita e Beppe abbiamo indicazioni che la strada sarà percorribile fino a Porto d'Adda, poi bisognerà proseguire a piedi perchè il sentiero è stato chiuso a causa di una frana con grossi massi che lo ostruisce completamente. Noi però non ci scoraggiamo e proseguiamo comunque verso la nostra nuova meta, Cassano d'Adda. Non ci mettiamo molto ad arrivare, la velocità è buona di gente in giro non ce né moltissima e quindi non dobbiamo continuamente cambiare il ritmo della pedalata. Una volta passati sotto la volta del Ponte che si staglia altissimo, rispetto a dove siamo noi, proseguiamo sullo sterrato ed arriviamo adesso nel punto in cui troviamo le transenne che  indicano la chiusura del tratto pedalabile. Non ci resta altro che proseguire a piedi portando le nostre mountain bike sul muro (larghezza massima 50 centimetri) che per circa 500 metri scorre alla sinistra di uno dei canali di Leonardo. La prima cosa da fare però è far scendere le bike dal punto dove siamo fino al muretto, e l'operazione richiede qualche minuto in più perchè bisogna farne scendere una alla volta. Con qualche difficoltà, aspettando in certi momenti altri bikers che arrivano dalla parte opposta e facendo attenzione a dove mettiamo anche i piedi, raggiungiamo la chiusa dove ricomincia il sentiero pedalabile. Adesso dobbiamo percorrere ancora qualche centinaio di metri e poi arrivati ad un bivio Gianni ed un'altro biker che si è intanto accodato al nostro gruppo, ci dicono che potremmo prendere la stradina sterrata alla nostra destra e salire in direzione di Porto d'Adda. A prima vista il sentiero sale, però non sembra in modo eccessivo, ma solo dopo la prima curva ci rendiamo conto che non è così, ma purtroppo siamo in ballo e quindi dobbiamo continuare. C'è sempre chi come il Max, Beppe Gianni e Icio la fanno tutta in sella, mentre chi come me ed altri preferiscono scendere e portarsi fino alla cima della collinetta con la bici alla mano. Una volta riunito tutto il gruppo ripartiamo quasi subito, Il tempo però di salutare Margherita e Beppe che proseguiranno verso Trezzo d'Adda dove hanno lasciato l'auto e noi invece andiamo in direzione di Cornate D'Adda. Anche qui tutta strada asfaltata, ma sono stradine di campagna e quindi il traffico auto è totalmente assente. Quando arriviamo nel centro di Cornate salutiamo anche Eva che proseguirà verso casa in un'altra direzione, mentre noi adesso ci immettiamo nei sentieri del Parco del Rio Vallone. Una bella serie di sterrati, completamente pianeggianti che per alcuni km ci fanno stare lontano dalle auto immersi completamente nella natura tra campi coltivati e cascine. Tutto sembra procedere nel migliore dei modi, ma arrivati ad un bivio, alcuni di noi proseguono diritto, ma veniamo subito chiamati indietro da Gianni perchè la strada da percorrere è quella sulla destra. Durante questa operazione di rientro sul sentiero Livio mette la gomma su una spina ed in una frazione di secondo la ruota è a terra. Il tempo di cambiare, anche oggi, un'altra camera d'aria e riprendiamo la nostra pedalata, ma non facciamo più di un centinaio di metri perchè il Gas, anche oggi, sembra aver forato. Dopo un controllo però sembra che tutto sia in ordine anche se la gomma risulta un pò sgonfia, ma nulla di più e quindi un rabbocco d'aria con la pompa e ripartiamo. Qualche km e poi la gomma questa volta si sgonfia del tutto ed allora un'altra fermata per sostituire la camera d'aria. Anche qui poco tempo per eseguire l'operazione, oramai siamo diventati bravissimi, e continuiamo a pedalare in direzione di Ronco Briantino. Gianni qui ci saluta e noi proseguiamo verso la strada statale che percorsa per qualche km ci porterà verso Usmate. Alla rotonda giriamo a destra ed andiamo in direzione di Velate. Dovevamo a questo punto seguire un'altro itinerario, ma per colpa delle due forature dobbiamo adesso recuperare un pò del tempo perduto. Decidiamo quindi di proseguire tutto su asfalto per raggiungere prima Camparada e poi Lesmo da dove in discesa (con una bella velocità) raggiungiamo la grande rotonda di Peregallo dove proseguiamo verso Biassono seguendo la pista ciclabile. Arriviamo a Lissone verso del ore 13:00. Il percorso di oggi è di circa 50 km, non abbiamo affrontato grosse salite, ma la difficoltà è media per la lunghezza del percorso. Un grazie anche oggi a tutti gli amici che hanno pedalato con noi e prepariamoci per la prossima domenica, ci aspettano i sentieri di Montevecchia e della Valle del Curone..... 
La mappa sotto riportata non è l'esatta descrizione del percorso, ma è solo una traccia

Visualizzazione ingrandita della mappa