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Percorsi

Mountain Bike - Via Francigena - Siena - Roma - 2a Tappa - San Quirico d'Orcia - Acquapendente
Sono le 7:00 e già la sveglia suona. La prima notte in toscana dopo circa 70 km è passata in poco tempo, complice anche la passeggiata e la cena che ieri sera ci siamo permessi a San Quirico d'Orcia. Dopo un'abbondante colazione a base di fette biscottate, marmellata, succhi di frutta, cappuccino e brioches, aver riempito le nostre borracce con dell'ottima acqua fresca e pagato il conto dell'albergo "Il Garibaldi", finalmente saliamo in sella alle nostre mountain bike per prendere la strada e i sentieri che quest'oggi ci condurranno oltre il confine toscano ad Acquapendente.
Il primo tratto di strada, segnalato sul nostro Road-Maps ci porta verso Bagno Vignoni, ed il tratto è completamente in discesa e su asfalto. Dopo qualche km vediamo le segnalazioni per Pienza, la voglia di andare a vedere anche questa bellissimo borgo è tanta, ma la strada, da dove siamo, verrebbe allungata di almeno una decina di km. Rapido consulto con gli amici e si prosegue sempre diritto. Raggiungiamo dopo poco il bivio dove a destra c'è la salita che porta alle terme di Bagno Vignoni (fonte Wikipedia: Fin dall'epoca degli etruschi e poi dei romani - come testimoniano i numerosi reperti archeologici - le terme di Bagno Vignoni sono state frequentate da illustri personaggi, come Papa Pio IISanta Caterina da SienaLorenzo il Magnifico e tanti altri artisti che avevano eletto il borgo come sede di villeggiatura). Chiedo agli amici se hanno già avuto modo di vedere la grande vasca che si trova all'interno delle Terme e la loro risposta è no.
Non ci resta altro, allora, che risalire di qualche metro  fino a raggiungere prima il parcheggio e poi addentrarci nelle strette viuzze del centro del Borgo. La mattina, come quella precedente, è di sole però non fa ancora eccessivamente caldo e quando arriviamo vediamo ancora i fumi del vapore che si alzano dalle calde acque termali che si trovano all'interno della vasca. Qui è d'obbligo una fotografia, prima di ripartire e perciò mano alla fotocamera e vai. Cerco anche la possibilità di far mettere un timbro sulle credenziali del Pellegrino Francigeno di cui tutti e tre siamo dotati ma seppur sul tracciato della Via Francigena è arduo trovare la persona giusta, ma noi siamo fortunati ed ecco spuntare dal parcheggio una Signora che gentilmente ci accompagna negli uffici e in un lampo tutte e tre le credenziali sono aggiornate. Ripartiamo non prima di aver toccato con mano le calde acque che discendono nei rivoli e che finiscono poi nel fiume Orcia sottostante.
Un tratto di discesa e poi il navigatore di RobyS, per un tratto rinsavito, ci indica che dobbiamo prendere il sentiero che passa sulla destra prima dell'incrocio. Attraversiamo un bellissimo ponte di legno (adatto solo al passaggio pedonale o in bicicletta) e risaliamo dalla sponda opposta non senza fatica su una breve salita. Seguendo sempre le indicazioni del RobyS e confrontandole con il foglio verifichiamo che la strada da seguire è quella giusta e dopo essere tornati per un piccolo tratto sulla strada asfaltata  SR2  un poco prima di un ponte, giriamo a destra e lasciamo l'asfalto per proseguire sul primo sterrato della giornata.
Subito dopo il ponte, il road-maps segnala la possibilità di un guado (con le testuali parole: la carrareccia si stacca dalla Cassia per guadare un fosso in genere asciutto). Infatti dopo aver girato a destra attraversiamo un piccolo guado, che fortunatamente non è troppo alto come livello dell'acqua. Altra indicazione che il road-maps ci indica è: superata una quercia secolare pieghiamo a destra, superiamo un primo bivio e al secondo teniamo la sinistra, proprio quello che facciamo noi e ci ritroviamo sulla carrareccia in salita che entra in una proprietà privata. Facciamo molta attenzione, perché in lontananza sentiamo l'abbaiare di alcuni cani, ma fortunatamente sono all'interno di un recinto.
Oltrepassato il cortile della fattoria, la strada si inerpica ulteriormente e il fondo, non essendo in perfette condizioni, ci obbliga in alcuni casi anche a scendere di sella, complice anche il peso degli zaini che abbiamo sulle spalle. Arriviamo al bivio e siamo di nuovo su strada asfaltata, guardando il GPS in due momenti differenti, prima dell'inizio della salita ed ora al bivio noto che in meno di 2 km siamo saliti di 200 mt (spettacolo). Dopo un attimo di pausa per dissetarci e controllare sia il GPS che il road-maps, prendiamo la strada sinistra ed iniziamo la salita, che in poco più di 2 km ci porta verso il bivio di Strada del Pozzo.
La salita non è troppo ripida ed è pedalabile tranquillamente senza nemmeno forzare ed anche nei tratti dei due tornanti non c'è troppo dislivello da superare. Arriviamo in ordine sparso (ciascuno va alla velocità che più gli si aggrada senza mai forzare, perchè di strada da fare ce n'è ancora molta. Raggiunto il bivio ed aver aspettato qualche secondo, per ammirare il paesaggio sottostante, ripartiamo seguendo la strada bianca che adesso in discesa ci porta tra le verdi colline della Val d'Orcia. Un tratto lunghissimo in un susseguirsi di saliscendi e dove la vista si perde nel verde delle colline e sui poggi dove si trovano le strutture agrituristiche, ma anche le tante fattorie che danno vita a questo spettacolo davvero stupendo.
Ogni tanto qualche abitazione, dove qualcuno sta lavorando, ma sulla strada non troviamo, mai davvero nessuno. Proseguiamo la nostra pedalata e dopo circa un'ora buona la stradina bianca termina nei pressi del villaggio di Gallina. Guardando l'orologio sono le 11:30 e chiedo agli amici se hanno voglia di bere un buon caffè prima di ripartire. Risposta affermativa da parte di tutti e quindi ci avviamo verso le insegne di un bar poco più indietro. Quando arriviamo però sulla saracinesca c'è il cartello "Chiuso per Turno". Peccato, la voglia di questo caffè ce la dovremo tenere ancora per un pò.
Da questo punto in avanti percorreremo nuovamente la  SR2   per un lungo tratto, in direzione del Monte Amiata. Raggiungiamo il bivio "La Bisarca", e proseguiamo ancora diritto per qualche centinaio di metri, lasciando alla nostra destra la strada con indicazione Bagni San Filippo (altra località termale della Val d'Orcia) e prendiamo a destra la strada per Radicofani. Prima di iniziare la salita ci vuole un attimo di pausa per mangiare una barretta e bere qualche sorso d'acqua. Il sole intanto comincia a farsi sentire e sono arrivate nel frattempo circa le 13:00. Fortunatamente per noi una leggera brezza non ci fa sentire quel gran caldo e perciò ripartiamo.
Radicofani è un borgo fortificato che si trova proprio in cima alla massima elevazione del tratto che stiamo percorrendo della Via Francigena, dai 430 mt di "La Bisarca" saliremo fino al quasi 800 mt del centro del borgo. Il primo tratto, della salita, è forse il più duro da percorrere, dove c'è la maggior pendenza, poi pian piano, dopo il primo tornante, quello delle "Le Conie" la strada si abbassa ed anche la pedalata si fa leggermente più fluida.
Dopo circa 8 km raggiungiamo il bivio che ci porta all'interno del Borgo ed a questo punto decidiamo di fermarci per mangiare qualcosa e per riposarci un attimo.
L'unico bar del paese è aperto (per fortuna) e quindi dopo aver sistemato le nostre mountain bike entriamo ed ordiniamo dei bei panozzi con prosciutto crudo toscano delle birre fresche e nell'attesa intanto ci rinfreschiamo un attimo. Mentre siamo a tavola ecco arrivare due pellegrine che parlano però solamente inglese. Scopriremo più tardi che sono due turiste Australiane che stanno percorrendo la Via Francigena in senso contrario perchè sono partite da Roma e saranno le uniche persone che incroceremo sul percorso.
Terminata l'abbuffata, si fa per dire, si riparte, da Radicofani raggiungeremo Acquapendente, ma prima di fare ciò consultiamo un'altra volta il nostro road-maps e il GPS. Purtroppo il GPS non da più nessuna traccia e quindi non ci resta che leggere con attenzione ciò che c'è scritto sui fogli di carta in nostre mani. Fortunatamente all'uscita dal Bar troviamo alcune persone che sono interessate alla nostra avventura e oltre a chiederci da dove veniamo ci indicano poi qual è il giusto tracciato che dobbiamo seguire per arrivare ad Acquapendente.
Da qui ci sarà un lunga discesa, adesso, che ci porterà su sempre su sterrato e sempre su strada bianca, verso Ponte a Rigo. Sono strade queste che avresti voglia di percorrere in continuazione, non c'è traffico, non ci sono pericoli, le curve, anche se certe volte sono quasi a gomito non fanno poi tanta paura e si possono anche prendere con una certa velocità in più, facendo comunque sempre molta attenzione.
Dopo circa 6 km di strada bianca, nella solitudine più assoluta, ci ritroviamo nuovamente sulla  SR2  Cassia. Giriamo a destra e percorriamo questo lungo rettilineo, tenendoci molto vicini al ciglio della strada, perchè in questo punto le auto sfrecciano veramente ad una velocità impressionante. Attraversiamo il ponte sul torrente Paglia e lasciamo il territorio Toscano per iniziare la pedalata in territorio Laziale. Mancano però pochi km per raggiungere la nostra meta anche se, come in precedenza, per raggiungere il centro abitato dovremo percorrere un piccolo tratto in salita, ma oramai ci siamo anche abituati e perciò non ci facciamo nemmeno caso. Sono le 17:00 quando arriviamo all'Hotel "La Ripa", che si trova proprio sul tracciato della Via Francigena.
Anche quest'oggi un po' di stanchezza c'è, ma siamo comunque soddisfatti per la bellissima pedalata che abbiamo seguito sulle colline non ci resta che sistemare i nostri mezzi, non prima di averli attentamente controllati e poi via di corsa in camera per una doccia salutare in attesa poi di ritrovarci a tavola dove pregusteremo alcuni piatti tipici della zona.
Domani terza tappa del nostro percorso, quella che da Acquapendente ci porterà a Montefiascone.
Pier