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Dalla Valdelsa ad Assisi in mountain bike

  Valdelsa - Assisi in mtb   
Data San Quirico d'Orcia - Castiglione del Lago Km Disl
16/05/2018 64,4 981
Quando ci alziamo e sbirciamo fuori dalla finestra la mattinata sembra buona, nel senso che c'è un bel sole ed anche le temperature sembrano un pò più calde del giorno precedente. Ritiriamo le nostre divise da biker che sono rimaste fuori tutta la notte belle asciutte, o quasi, e ci mettiamo a sistemare lo zaino verificando che in camera non sia rimasto nulla. Lasciamo il tutto sul letto e scendiamo a far colazione e a saldare il conto e poi, vista la bellissima giornata, facciamo in fretta a lasciare l'albergo per prendere quelle belle ore di sole mattutino di cui ieri non abbiamo goduto. Oggi un'altra tappa intensa dalla Toscana ci trasferiamo in Umbria e per arrivarci ci saranno di mezzo le salite di Pienza, Monticchiello, Montepulciano poi sarà come un trasferimento ma intanto passeremo per angoli di Val d'Orcia davvero favolosi. 
DSCN5130Lasciamo l'albergo Il Garibaldi dopo tutti i controlli del caso ai nostri mezzi e dopo aver caricato la traccia gps sul nostro navigatore che ci aiuterà quando attraverseremo le bellissime colline che ci condurranno a Pienza, la prima delle nostre mete di quest'oggi. Ci immettiamo sulla SR2 e ne percorriamo solo 250 m poi giriamo a sinistra sulla strada Comunale del Cerrecchio che ci fa arrivare nell'omonima località e dove l'asfalto termina. Lasciamo, le poche case, alla nostra destra e risaliamo il sentiero che, dopo una breve salita, con una serie di piccole curve ci fa arrivare nel mezzo delle bellissime colline. Il fondo del terreno per il momento è buono e anche se ci sono pozzanghere, vista tutta l'acqua caduta il giorno precedente, che evitiamo con la massima cura per non rimanere invischiati in qualche tratto troppo fangoso.
Purtroppo poco più avanti arriva la sorpresa, la sterrata riprende ad essere viscida e le gomme, come qualche giorno fa, iniziano a non avere più grip con la mountain bike ad ogni colpo di pedale scoda o gira il manubrio dall'altra parte. Per cui decidiamo di fermarci e di sentire alcuni nostri compagni, che nel frattempo si sono portati un pò più avanti, chiamandoli sul cellulare per sapere com'è la situazione della strada. La risposta è: dove siamo noi è percorribile ma c'è fango ed allora ci guardiamo in faccia e decidiamo di girare le gomme dalla parte dove siamo arrivati e ritorniamo indietro mentre gli altri vogliono proseguire sul tratto originale della traccia, ci vediamo a Pienza.
DSCN5136E' veramente un peccato non poter passare tra queste lussureggianti colline, con il verde intenso dell'erba che cambia a secondo della luce in uno spettacolo di paesaggio dove su quasi ogni poggio c'è una casa e dove l'albero simbolo della Val d'Orcia, il Cipresso, non manca mai. Riportiamo le gomme, sporche di fango un'altra volta, di nuovo sulla strada asfaltata e per arrivare a Pienza seguiremo un tratto di Via Cassia fino al bivio per Contignano, Montepulciano, Monticchiello.
Nonostante stiamo percorrendo un tratto secondario della SR2 il traffico automobilistico è davvero scarso, poche auto, con la possibilità, nostra, mentre pedaliamo, di poterci gustare questi bei paesaggi che, nonostante tutto, riusciamo a vedere anche dalla nostra posizione. Certamente sarebbe stato meglio essere nel mezzo delle colline, ma ci accontentiamo anche così ed in ogni caso procederemo su un tratto molto più lungo rispetto alla nostra traccia originale.
Strada pressoché pianeggiante, anzi in leggerissima discesa, che alza notevolmente la velocità dei nostri mezzi e dopo aver percorso all'incirca 4,5 km arriviamo al bivio dove giriamo a sinistra ed inziamo a percorrere un lunghissimo rettilineo, che passa nella tratto della valle del fiume Orcia, e arriviamo in uno di quei luoghi che ci rimarranno come ricordo per molto tempo, visto la bellezza e la cura con cui è tenuto, sto parlando del Castello di Spedaletto (L'antico castello di Spedaletto non era altro che un edificio fortificato, costruito nel XII° secolo dal religioso Ugolino da Rocchione, luogo di accoglienza per i viandanti e pellegrini che seguivano la Via Francigena). 
DSCN5149La struttura che è in ottimo stato si può visitare passando per la Porta principale che è sovrastata dal Mastio ed entrati nel cortile dove si respira ancora l'aria di antico. Ma è anche uno di quei luoghi dove ritorneresti sempre visto com'è tenuto e nelle abitazioni all'interno, che compongono il borgo, intorno ad ogni porta e finestra che si apre nei locali (oggi utilizzati per un albergo) piante di rose, tutte con colori diversi, che proprio in questa stagione fioriscono e che lo rendono unico davvero.
Ci spiace dover ripartire ma il nostro viaggio deve continuare e perciò ci rimettiamo in sella dopo aver scattato delle foto che ci ricorderanno, un giorno, di essere passati anche da qui proseguiamo sulla strada pianeggiante superando il ponte sul torrente Tresa e dopo circa un km arriviamo al bivio con la SP18 e giriamo a sinistra andremo adesso in direzione di Pienza che già da lontano si intravede la in alto sul colle a nord-est del punto dove ci troviamo. La campagna circostante, con campi arati, con diverse colorazioni del terreno, che si estendono di questa piana e il continuo saliscendi delle colline verdi sono davvero uno spettacolo. Poco dopo la strada comincia a salire prima in modo regolare poi quando iniziano le curve in modo più deciso ed iniziamo a fare un poco più di fatica ma si sa, qui, da queste parti per arrivare in uno dei borghi più belli d'Italia bisogna sempre e comunque salire e sarà così anche per le prossime mete che ci attendono.
DSCN5166Quando ci scappa l'occhio sul GPS e vediamo che le pendenze superano il 10%, ma di poco, siamo comunque contenti perchè siamo almeno alla metà di quella che abbiamo patito salendo verso Montalcino e poco importa se qui il tratto di strada da percorrere è più lungo l'importante è cercare di rimanere in sella il più possibile senza mai forzare troppo, perchè la strada per arrivare in riva al lago è ancora lunga. Però ad ogni curva, guardando adesso dall'alto, il panorama, non si può non scendere di sella e fermarsi almeno un attimo a vedere questa meraviglia perchè se passiamo di qui adesso non è detto che ci ritorneremo presto anche se la voglia di venirci ancora è tanta.
Ultima curva sulla SP18, quella con il cartello che indica la strada da percorrere per arrivare alla Pieve di Corsignano, che non andremo a vedere sempre per via del meteo. Infatti sopra le nostre teste piano piano grossi nuvoloni grigi si stanno addensando e non ci resta che proseguire per vedere, se riusciamo, ad evitare di prendere pioggia almeno oggi. Lasciamo comunque la provinciale e seguendo per un brevissimo tratto la stradina che porta alla Chiesa giriamo a destra su via del Fonte che con un bello strappo arriva al bivio con via Santa Caterina e poco dopo superiamo la Porta al Murello o Porta al Prato per entrare nel borgo, Patrimonio dell'Umanità, di Pienza.
DSCN5188C'è il tempo di bere un buon caffè e fare rifornimento di acqua fresca prima di proseguire e intanto ci godiamo queste belle viuzze dove passando si respira un'aria diversa e dove "la Città Ideale", voluta da Papa Pio II, sembra rimasta ferma a quel tempo nonostante la tantissima gente che con le nuove tecnologie è pronta per scattare foto da tutti gli angoli e tenersi questi bei ricordi. Seguendo la strada principale, Corso Il Rossellino, arriviamo nella piazza principale, Piazza Pio II, dove c'è la Cattedrale dell'Assunta o Duomo di Pienza (Sec. XV) ma vi si trovano anche Palazzo Piccolomini e il Palazzo Vescovile o Palazzo Borgia in un contesto di pochi metri quadrati ma che racchiudono tanta bellezza per la cura in cui sono stati costruiti e concepiti dall'architetto Bernardo Rossellino che in pochi anni fece sorgere questo luogo così unico.
Attraversando il borgo ci portiamo verso Porta del Ciglio e ritorniamo sulla SP18 che attraversiamo per scendere nella Strada Comunale di Pienza-Monticchiello, che devia a sinistra. Solo il primi 50 m sono asfaltati poi il fondo è di brecciolino e la strada bianca prosegue nel mezzo delle colline tra uliveti campi arati dove non manca mai il Cipresso. I primi 2 km sono praticamente in discesa a cui segue un piccolo strappo nel punto forse più selvaggio di questo stradina che, dopo la stradina di ingresso di un agriturismo, inizia nuovamente a scendere fino a quando non arriviamo al bivio del piccolo ponte sul Fosso Stagno
Girando a sinistra vediamo che la strada inizia a salire, davanti a noi c'è un rettilineo per cui non nasconde nulla, ma è poca roba e quando arriviamo al bivio successivo, davanti ad un'altro agriturismo giriamo a destra e seguendo il tratto alberato rimaniamo sulla bellissima strada bianche che con una bella curva arriva sul ponte che attraversa il torrente Tresa ed arriva ad un bivio dove ci teniamo a sinistra e proseguiamo rimanendo sempre sulla strada principale verso la serie di curve successive.
IMG_002_Adesso la strada inizia a salire, ed anche in modo deciso con pendenze che arrivano anche oltre il 14%, ma non ci spaventiamo e diminuendo di molto la nostra andatura risaliamo questo strappo che ci condurrà a al Castello di Monticchiello. (Sec. XIII). Qualcuno chiede se è possibile saltare questa visita perchè il tratto successivo, così ce lo fa vedere il nostro navigatore, è ancora molto più impegnativo di questo appena passato e controllando la mappa vediamo che poco più avanti di dove siamo fermi parte a sinistra una stradina sterrata che si ricongiungerà poi con la nostra traccia originale. Chi vuole salire e non vuole perdersi questo bellissimo angolo di Val d'Orcia lo farà tranquillamente e ci diamo comunque appuntamento sulle sponde del torrente Tresa che incontreremo poco più avanti.
Ripartiamo, io, Francesco, ed Emilio e seguiamo la sterrata che in discesa ci porta nella valle dove scorre il piccolo torrente passando accanto prima ad un bellissimo uliveto e successivamente entrando nel bosco uscendone dalla parte opposta dove attraversiamo un bel pratone poco prima di ritornare tra gli alberi e superare un'altro boschetto prima di arrivare alla radura dove troviamo il guado. Ci fermiamo perchè è in questo punto che ci ritroveremo con gli altri amici che stanno visitando il castello, ma un bel nuvolone nero sta attraversando proprio in questo momento il cielo sopra di noi. DSCN5196Non sembra voglia rilasciare acqua ma per noi, e sopratutto per il punto in cui ci troviamo all'interno di un bosco non sarebbe bellissimo se il temporale ci raggiungesse proprio in questo punto. Per cui da cellulare chiamo Mimmo e lo informo di quello che sta succedendo dove siamo fermi segnalandogli che noi comunque proseguiamo e che ci ritroveremo comunque sulla strada essendo poi l'unica che in questo punto si segue.
Superiamo il piccolo guado, acqua fortunatamente bassa, e una volta arrivati sulla sponda opposta dopo la curva a destra la strada inizia a salire, subito in modo deciso e anche se siamo pronti con le mani sul cambio quando arriviamo a metà della salita siamo costretti a scendere di sella, la pendenza supera il 18% il fondo del terreno è a tratti sassoso e quindi non si ha a sufficienza grip per dare il giusto colpo di pedale, ma nulla di male, si spinge e si contempla questo paesaggio che in questo punto è davvero selvaggio. Questo tratto di strada, se seguita al primo bivio che troviamo alla nostra destra, arriva alle Buche del Beato (grotta nota da tempo immemorabile agli abitanti del luogo e non solo, sotto il nome di Buche del Beato Benincasa dove sembra  il santo fosse frequentemente preda delle tentazioni del demonio che gli si presentava nelle classiche sembianze di caprone. Con la sua forza ascetica il Benincasa lo scacciò e lo costrinse ad andarsene spiccando un salto al di là del profondo baratro che sovrasta il torrente. Il diavolo lasciò le sue impronte nella viva roccia e queste sono visibili a poca distanza dall’ingresso superiore).
DSCN5202Noi proseguiamo però diritto e attraversiamo il grande pratone dove la pendenza scende un poco, ma che risale quando arriviamo alla curva successiva dove anche gli ultimi 400 m ci fanno sudare non poco sia spingendo che pedalando. Il breve rettilineo successivo, sul Poggio Tullio (541 m), è in falsopiano e poco dopo lasciamo il territorio comunale di Pienza ed entriamo in quello di Montepulciano. La stradina sterrata termina quando raggiungiamo la recinzione di Villa Poggiano, alla nostra destra, che ci scorta fino a quando non incrociamo, dopo una serie di curve la SP146.
Tenendo la destra ci immettiamo sulla provinciale e con la strada in leggera discesa arriviamo fino ad incrociare alla nostra sinistra la Strada di Pescaia. Il nostro GPS ci indica di imboccarla, ma anche qui chi non se la sente può comunque proseguire diritto e il ritrovo sarà fissato più avanti quando la strada che scende dal centro cittadino di Montepulciano arriverà nei pressi del grande svincolo semaforizzato a fianco del Santuario di Sant'Agnese (Sec. XIV). Come in tantissimi monumenti e Chiese, presenti su territorio nazionale, durante l'orario di pranzo si chiudono le porte ai visitatori perchè oramai è una prassi comune e nulla importa se qualcuno arriva a quell'ora l'importante è rispettare gli orari.
Certo, il rispetto è una cosa importantissima per tutto, ma rispettare chi arriva in quell'orario perchè prima ha dovuto percorrere magari un pò di strada e magari ha fatto anche fatica no? Lasciamo perdere queste divagazioni perchè non è questo il luogo per fare polemica ma disturba alquanto il fatto che sia dappertutto così e nemmeno dove l'entrata è a pagamento se si arriva negli stessi orari è possibile entrare. Un pò ci dispiace ma anche quest'oggi ce ne facciamo una ragione ed in attesa degli amici decidiamo di fermarci a mangiare un panino visto l'orario. Il chiosco dove ci fermiamo è su via della Circonvallazione in fianco alla Scuola Elementare. Un panino e una birra sono più che sufficienti e mentre il tempo sta cambiando rapidamente, ma al momento non piove, con una telefonata avviso gli amici che nel frattempo sono arrivati nel centro del paese che noi proseguiamo perchè forse così evitiamo di prenderci nuovamente una bella lavata.
Partiamo e raggiunto il semaforo prendiamo a destra via Bernabei e non facciamo in tempo a percorrerne nemmeno 200 metri che, guarda caso, inizia a piovere. Ci fermiamo al piccolo parcheggio sulla nostra destra e ci vestiamo, anche oggi, con i nostri k-way e ripartiamo, nel frattempo sono arrivati anche gli altri amici e quindi con il gruppo compatto proseguiamo la nostra avventura odierna seguendo via San Martino. La strada praticamente sempre in leggerissima discesa passa davanti al grande complesso scolastico dell'Istituto Redi e prosegue in direzione della Chiesa di San Martino che superiamo per portarci verso il bivio con la Strada della Madonna delle Querce che lasciamo alla nostra destra e proseguiamo sull'asfaltata che con un pò di curve arriva fino al piccolo ponte sul Fosso Salcheto.
La bella velocità in discesa non ci fa pensare nemmeno che sta piovendo ma ce lo fa ricordare la salita successiva quando l'intensità aumenta e non c'è riparo perchè in questo punto la strada passa solamente attraverso i campi. Va bene anche così, finché l'intensità è questa siamo ancora fortunati. Quando giriamo, a destra, sulla sterrata che va in direzione di un piccolo gruppo di case e poi ritorna nel mezzo dei prati ecco che tutta l'acqua che fino a quel momento abbiamo o siamo riusciti a schivare ci viene versata addosso da un temporale che nonostante fossimo già preparati come intensità è il doppio di quella dei giorni precedenti.
Non abbiamo nemmeno il tempo di metterci addosso altre coperture, che abbiamo portato con noi, siamo pressoché fradici e decidiamo ancora una volta di fare dietro front e tornare nuovamente sulla stradina asfaltata per proseguire sempre e comunque nella stessa direzione della nostra traccia verso l'abitato di Acquaviva. Ritornati sulla strada asfaltata giriamo a destra e dopo un tratto ancora in discesa arriviamo alla breve salita che entra tra le case del piccolo paesino. Arriviamo all'incrocio con la via Senese - SP326 e giriamo a destra proseguendo ancora in discesa verso la piccola frazione di Casenuove e il sottopasso della  A1 -Autostrada del Sole.
Passiamo il passaggio a livello della linea Siena-Chiusi e ci teniamo a destra per imboccare la SP326 che qui cambia nome e diventa Strada di Rapolano raggiungendo la prima rotonda. Arrivati in località Salcheto prendiamo a sinistra e arriviamo al sottopasso ferroviario della linea dell'alta velocita, tratto Firenze-Roma, e lo superiamo per girare subito a destra e immetterci nel lungo rettilineo, sterrato, che va in direzione del Lago di Montepulciano.
Siamo arrivati nel frattempo in Valdichiana ed essendo all'interno di una riserva evitiamo di parlare troppo forte e di rimanere sui tratti pedalabili per non disturbare la fauna. La pioggia intanto non cessa e quando oltrepassiamo la piccola casetta, sede dell'Oasi, giriamo a sinistra e proseguiamo senza fermarci perchè rischiamo davvero di essere ripresi nuovamente da qualche temporale che sentiamo il lontananza con tuoni che sono abbastanza minacciosi.
Il lungo rettilineo, su sentiero, ci porta all'incrocio sulla SP454 e giriamo a destra superando il ponte sul Canale Maestro della Piana e lasciando poche centinaia di metri più avanti il la regione Toscana ed approdiamo in quella dell'Umbria. La statale di Pozzuolo fa qui una curva a destra e dopo un breve rettilineo una curva a sinistra. Circa al termine di questa curva a destra parte una strada sterrata che è ben visibile ma è solo dopo la successiva curva a sinistra, quando entra nel boschetto, che tutto finisce e guardando il terreno vediamo solo un piccolissimo sentiero single trail che risale la collina quasi oramai inglobato dalla vegetazione. Tutto questo però non ci ferma anche siamo costretti a scendere di sella più volte, non tanto per la pendenza, ma per i rami delle piante che occupano quasi tutto il sentiero e non danno la possibilità di proseguire se non spingendo. Sono solo poche centinaia di metri e poi ritroviamo a sinistra una bella vigna e la strada che diventa nuovamente sterrata e che sempre tra le piante arriva al piccolo centro di Cozzano.
DSCN5205Pochissime case anche qui con la strada sterrata che in rettilineo ci riporta sulla SP454 che in rettilineo passa la località Laviano e prosegue poi con una serie di curve ed arriva a Pozzuolo Umbro una cittadina che si raggiunge passando per dei bellissimi scorci di campagna e di uliveti che da queste parti la fanno da padrone. Arrivati nel paesino oltrepassiamo il centro dove si trova il parcheggio, la Banca ed il Circolo e ci teniamo a sinistra proseguendo sempre sulla provinciale.  Appena passato il supermercato giriamo a sinistra ed imbocchiamo viale Milano che, non è nient'altro che una una bella stradina, stretta, in discesa continua  arriva padda alla località I Bologni. e termina all'incrocio con via Bertoni poco distante dal piccolo centro di Piana. dopo ben circa 4,5 km.   
La strada a questo punto diventa pianeggiante  e sebbene ha, nel frattempo, smesso anche di piovere le temperature non sono certo da mese di Maggio e un leggero venticello ci accompagna in questo bel tratto pianeggiante su una stradina dove trovare un'auto è davvero difficile, arriviamo al bivio e girando a destra per percorrere viale Libertà ed entrare poco dopo nel piccolo centro cittadino dove, nella piazzetta, si trova la Chiesa di Sant'Elena (Sec. XIII). 
Tenendoci a sinistra seguiamo via Bertoni che con un lungo rettilineo va in direzione del sottopasso ferroviario e uscendone dall'altra parte risaliamo leggermente con una curva a sinistra ed arriviamo all'incrocio con la Strada Statale 71-Umbro-Casentinese SR71ter e che praticamente attraversiamo per entrare nella piccola stradina che arriva in località Riguttini. La strada 300 m dopo termina e davanti a noi le sponde del Lago Trasimeno. Siamo però ancora un pò bagnati per fermarci e quindi imbocchiamo a sinistra una stradina sterrata che segue la pista ciclopedonale che in alcuni tratti diventa un bellissimo single trail all'interno del Parco del Lago Trasimeno. Dopo circa 2,5 km arriviamo alla periferia di Castiglione del Lago e ci portiamo nella zona dei campeggi e imbocchiamo viale Trappes che oltrepassa il centro sportivo comunale e giriamo a destra sul bel viale I° maggio per poi  arrivare nuovamente sulla SR71ter  per girare poi sulla stradina di via S. Pellico ed arrivare al nostro Albergo Le Macerine.  Nel frattempo ha ricominciato a piovere, ma oramai abbiamo un tetto sulla testa e non ci preoccupiamo più di tanto e dopo aver consegnato documenti e ricevute le chiavi finalmente possiamo farci una bella doccia rigenerante sotto una bella acqua calda. Prima però del piacere c'è il dovere, dobbiamo dare una lavata alle nostre mtb che anche quest'oggi di fango ne hanno macinato abbastanza. Terminiamo anche questa consuetudine giornaliera, ma sono i nostri mezzi e senza di loro non potremmo proseguire, e quindi li ricoveriamo nel locale che la struttura ci ha messo a disposizione.
Adesso è finalmente giunto anche il nostro momento e questa volta non ci ferma nessuno e dopo aver sistemato i vestiti inzuppati sui fan coil e li accendiamo pure così che tutti i vestiti e le scarpe possano essere pronte per l'indomani, mentre noi con questo bel tepore (mai lo avremmo immaginato di dover arrivare a questo) ci buttiamo sotto la doccia e ci rimaniamo davvero molto o almeno fino a quando il freddo che abbiamo anche nelle ossa passa. Ci diamo comunque appuntamento per le 20:00 sperando che smetta di piovere così da poter visitare la bella cittadina ed andare a mangiare qualcosa.
Siamo fortunati, quando usciamo il tempo è notevolmente cambiato anche se quel venticello fresco, di questo pomeriggio, c'è ancora ma camminiamo e ci portiamo nel bellissimo centro di Castiglione del Lago entrando da Porta Senese dopo aver superato la scalinata di Piazza Marconi e prendendocela molto comoda passiamo accanto alla Chiesa di Santa Maria Maddalena alla piazza con la bellissima Fontana e le belle stradine del centro storico fino ad arrivare alla Chiesa di San Domenico. Davvero un bellissimo borgo, che è segnalato tra i Borghi più Belli d'Italia.
Ceniamo in un bel ristorante dove, se la stagione fosse stata normale nel meteo, avremmo potuto mangiare su una bellissima terrazza che da sul Lago Trasimeno in un paesaggio stupendo che già all'imbrunire ci fa ammirare le prime luci dei paesi che si affacciano sul lago che si riflettono nelle acque calme del lago. Una buonissima cena a base di Pici con condimenti della zona e poi ancora qualche assaggio di formaggi e naturalmente un buon dolce alla fine non può mancare. E' però giunta l'ora di ritornare in albergo e finalmente riposare perchè anche domani saremo in sella e proseguiremo nel nostro meraviglioso viaggio.
Buona Notte.
Pier
San Quirico d'Orcia - Castiglione del Lago