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La nostra Via Francigena

 
La Via Francigena in mountain bike - Tappa n. 1 - Mensanello - Lucignano d'Arbia
Ambrogio Fabrizio Francesco Mimmo Nando Patrizio Pier
Lunghezza percorso km 57,08
Dislivello mt 930
Meteo
   
   
   
Grado di difficoltà del percorso
         
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Arriviamo a Mensanello, nostra base di partenza, in un Borgo che risale all'anno 972, già il sabato e iniziamo subito a scaricare le nostre mountain bike. Carla, alla reception, della fattoria Tenuta di Mensanello, ci accoglie, come sempre, con molto calore facendoci subito sentire come se fossimo a casa nostra. Sistemati i mezzi, nell'apposito locale, e gli zaini nelle nostre camere abbiamo tutto il tempo di girovagare per il borgo e stare accanto alla piscina per qualche momento di relax in attesa della cena che ci verrà servita nel ristorante tipico ricavato da una vecchia stalla.
La cena a base di salumi di Cinta Senese, pici, arrosti di cinta e ancora frutta e dolci ci mette ancor più di buon umore e la nostra carica di battute e risate tra di noi a poco a poco si trasmette anche agli altri tavoli in una sensazione davvero bellissima dove dobbiamo ringraziare Giusy, responsabile della sala ristorante, per averci assecondato.
Tutti a nanna dopo il lauto pasto ma prima di andare a dormire ci sono gli accordi per la sveglia che dovrà essere tassativa alle ore 7.00 per poi essere in sala colazione entro le 7:30 per una partenza che non potrà ritardare oltre le 8:00 (le giornate sono già calde anche se il mattino un poco di aria frizzante ancora c'è.
Ovviamente le buone intenzioni del sabato notte vengono travisate da tutti e seppur la sveglia suona all'orario prestabilito non ci sono le condizioni per una partenza entro le ore 8:00. Chi deve legare il proprio bagaglio all'apposito portapacchi, chi deve invece controllare la pressione delle gomme, chi invece deve riempire la borraccia e chi invece deve scattare le ultime fotografie, dei bellissimi scorci del piccolo borgo, porta a posticipare la partenza oltre le ore 9.00, ma siamo tutti in sincronia ed allora non ci resta che salutare Carla, che nel frattempo ci ha raggiunto, prima della partenza.
Inizia così la nostra avventura in mountain bike con questi preamboli che nulla tolgono alla nostra voglia di partire per raggiungere la meta di Piazza San Pietro a Roma. Lasciamo il borgo di Mensanello immettendoci sulla strada provinciale  SP74  (traversa Monteriggioni-Casole d'Elsa). Si siamo in Val d'Elsa, la valle che si estende tra la Montagnola Senese, la Val di Cecina, le propaggini del Chianti la Val di Merse e la Valdarno
La provinciale attraversa una serie di prati coltivati, alla nostra sinistra e alla nostra destra un grandissimo vigneto che si estende quasi fino all'area industriale di Pian dell'Olmino che raggiungiamo poco dopo percorrendo in discesa i tornanti che ci portano all'incrocio con un'altra statale la  SS541 .
Un problema alla cerniera della maglietta di Fabrizio ci costringe ad una breve fermata ma ripartiamo quasi subito girando a sinistra per arrivare al Ponte di Santa Giulia che supera il fiume Elsa per prendere subito a destra dove, un bel cartello segnaletico della Via Francigena, ci indica la direzione su cui proseguire.
La strada sale leggermente e spiana all'incirca quando si raggiunge Sensano e di li a poco, alla nostra sinistra, il piccolo e bellissimo borgo di Strove. Il borgo (Sec. VI) è davvero suggestivo e le viste sulla campagna circostante spaziano su campi coltivati e vigneti e sullo sfondo si intravedono gli abitati di Colle Val d'Elsa e più lontano le torri di San Gimignano.
La giornata è bellissima uno splendido sole ed un cielo azzurro ci accompagnano tra questi borghi e una leggera brezza mattutina non ci fa sudare nonostante il continuo saliscendi della strada. Continuiamo a guardarci attorno ed ammirare queste strade che non conosciamo, dove, solo la bellezza dei paesaggi riempie la vista e il cuore e siamo solo nel tratto di trasferimento, chissà cosa ci attenderà dopo.
Siamo contenti del meteo e la velocità è davvero bassa i km da percorrere quest'oggi non sono una sciocchezza e metterci a pedalare a tutta adesso significa poi arrivare, magari, con energie quasi al minimo e di conseguenza rischiare di dover spingere la nostra mountain bike.
Lasciamo Strove e ci riportiamo sull'asfaltata e poco meno di un km dopo alla nostra destra, nascosto tra gli alberi, l'altro borgo medioevale di Castel Pietraio (XII Sec.) che si erge su una piccola collina. La salita, breve ma impegnativa ci fa arrivare nel piccolo cortile antistante il cancello d'entrata al Castello, che essendo proprietà privata non è visitabile, purtroppo, all'interno.
Il tempo comunque di scattare qualche foto ricordo e si riparte immettendoci già da questa parte nel percorso della Via Francigena e precisamente nell'ultima parte della Tappa che sul sito web ufficiale viene descritta come la n. 31.
La strada bianca, che all'uscita del Castello è leggermente in discesa ci fa passare tra alcune case coloniche e la piccola stradina lascia poi il posto ad una sterrata che entra nel bellissimo bosco di lecci proprio a ridosso della Montagnola Senese.
Il fondo prima sterrato lascia, man mano che si sale, strada a roccette sporgenti dal terreno che in alcuni casi ci fanno anche scendere di sella visto anche il peso delle borse che alcune mountain bike hanno sul retro e nel quale sono alloggiati le nostre vettovaglie che ci serviranno durante il viaggio.
Lo stesso terreno lo troviamo anche in un piccolo tratto in discesa ma poi una volta usciti da bosco la strada ridiventa sterrata e prosegue con una bella discesa fino all'arrivo in un'altro dei bellissimi borghi medioevali che troviamo sul nostro cammino, Abbadia a Isola. Entriamo nel borgo e davanti a noi la facciata della Abbazia dedicata ai Santi Salvatore e Cirino, dove ci fermiamo per la timbratura delle nostre credenziali, e siamo accolti dal responsabile dell'ostello in un modo estremamente garbato e contento di scambiare qualche parola con noi prima di salutarci.
Dopo aver spiegato il nostro percorso e obliterato la nostra credenziale abbiamo il tempo per un giro all'interno del Borgo e mentre dal lato del chiostro c'è una lezione di cultura del Bonsai, che non vogliamo assolutamente disturbare, abbiamo l'opportunità di entrare nell'Abbazia e rimanere stupiti di tanta bellezza in uno spazio semplice e ristretto. Le tele e gli affreschi presenti,  disposti in modo funzionale, danno quel tocco di mistico ad un luogo Sacro che ha visto davvero una moltitudine di pellegrini transitare al suo interno dall'anno 1000.
Ripartiamo uscendo dal portico a volta e ci immettiamo nuovamente sulla strada asfaltata  SP74  che percorriamo però solo per qualche centinaio di metri prima di prendere a destra un'altra bellissima strada bianca, la strada di Valmaggiore, che evita, girando a sinistra, il cortile di una casa colonica, prima di prendere un lungo rettilineo che attraversa campi coltivati e che termina quando arriva in prossimità del bosco.
Proseguiamo a sinistra, stando, all'ombra delle frasche dei lecci che ci fanno compagnia prima di sbucare all'esterno, ancora tra i campi, su un'altra sterrata dove in lontananza si vedono le mura del Castello di Monteriggioni (Sec. XIII).
La Statale  SR2  Cassia la imbocchiamo dopo aver lasciato un piccolo nucleo di case e ne seguiamo davvero pochi metri prima di prendere a sinistra, nuovamente le indicazioni della Via Francigena, ed iniziare la lunga e ripida salita che ci porterà all'interno del Castello. Sono solo 400 metri, ma le pendenze sfiorano il 20% e con i pesi che abbiamo addosso, zaini, borse, etc. è davvero dura stare in sella ed infatti, giunti a metà della salita, qualcuno di noi opta per spingere la mountain bike fino all'interno delle mura passando per Porta Franca.
Raggiungiamo Piazza Roma, con non poca fatica, ed anche in questo luogo timbriamo le nostre credenziali, come prima operazione, poi abbiamo il tempo di farci scattare qualche fotografia e successivamente di visitare la bellissima chiesa di Santa Maria Assunta (Sec. XIII). Lasciamo con qualche attimo di tristezza queste piazza e le sue bellissime viuzze ma prima un controllo all'ammortizzatore della mia mountain bike che inspiegabilmente cigola in un modo alquanto strano.
Qualche controllo, una spruzzatina di olio sulla parte da cui sembra partire il rumore, un attimo di attesa perchè tutto si sia lubrificato e poi davvero ripartiamo. Oltrepassiamo Porta Romea (quella orientata verso Siena) e con qualche curva in discesa andiamo in direzione del parcheggio e proseguiamo poi verso il giardino delle scuole dove le indicazioni della Via Francigena ci fanno fare un percorso che aggira il caseggiato e arriva nuovamente sulla statale  SR2 .
Piccolissima deviazione a sinistra per imboccare la stradina bianca, Strada del Gallinaio, che inizia subito a salire con pendenze, 15%, che mettono, ancora una volta, a dura prova i nostri muscoli. Qualcuno, io per primo, decido di scendere di sella, il peso dello zaino sulle spalle non permette una buona aderenza dei copertoni tassellati e la mountain bike, nella parte anteriore, tende a sollevare le gomme da terra. Entriamo nel bosco e la strada inizia a scendere con un declivio tranquillo dove in certi punti bisogna comunque pedalare.
Il successivo tratto, 1,5 km, è sempre all'ombra dei lecci e le pendenze non sono irresistibili, e quando la sterrata diventa una strada bianca si raggiunge poco dopo un maneggio e gli alberi per un breve tratto spariscono e il piccolo pianoro è inondato da un bellissimo sole e da un cielo azzurro che veramente ci lascia a bocca aperta. Cavalli tra grandi recinti e case coloniche dello stesso colore del terreno circostante, questo è quello che vi trovate davanti se passate da queste parti, sulla Montagnola.
Poco dopo inizia la discesa, finalmente, 1 km su strada bianca e una secca curva a destra dove inizia nuovamente a salire. Andiamo in direzione della piccolissima frazione La Villa di Monteriggioni. Arrivati all'incrocio con l'asfaltata Strada di Risciano proseguiamo diritto per un'altra bellissima stradina che passa proprio davanti all'ingresso del viale che porta al Castello della Chiocciola (Sec. XVI) un bellissimo maniero in ottimo stato di conservazione che è poco distante dal piccolo borgo. Lo lasciamo alla nostra destra ed entriamo nelle viuzze di La Villa che diventano per un attimo asfaltate e passiamo accanto al torrione dell'altro Castello che occupa praticamente tutto il borgo.
Non appena passato uno dei portoni che ne danno l'accesso la strada fa una curva a destra e seguendo le indicazioni del cartello prendiamo la sterrata a destra che scende gradualmente tra boschi e campi coltivati e che termina dopo 1,8 km quando incrocia la provinciale  SP101  strada di Pian del Lago.
Giriamo a destra e continuiamo il nostro itinerario su asfalto e per 1,7 km. La strada sale gradatamente ed in continuazione senza però nessuno strappo con pendenze medie intorno al 3/3,5%. Lasciamo nuovamente l'asfalto quando a sinistra incrociamo la Strada dell'Osteriaccia, un'altra bella strada bianca, che in discesa  passa prima in mezzo ad un boschetto e successivamente il panorama davanti a noi si apre e le colline, che in questo periodo dell'anno sono verdi, si mescolano a bellissime chiazze del giallo delle spighe di grano.
Sempre su sterrato, continua un saliscendi e nei pressi di una casa colonica teniamo la sinistra e imbocchiamo un'altro tratto di strada bianca sulla Strada di Montalbuccio che prosegue fino ad incrociare dopo un podere nuovamente la  SP101  strada di Pian del Lago. La attraversiamo, questa volta, e proseguiamo sempre diritto prendendo il sentiero che entra nel boschetto e adesso inizia nuovamente a salire con pendenze che in alcuni tratti superano anche il 10%, ma fortunatamente il tratto non è lunghissimo, ma sopra tutto all'ombra del bosco.
Subito dopo un piccolo Camposanto giriamo a sinistra per prendere l'asfaltata Strada di Casciano che con una breve, ma ripida, salita ci porta a Convento Vecchio un piccolo borgo che si trova proprio in cima alla collina. Non lo superiamo, ma a metà del caseggiato che troviamo alla nostra sinistra, prendiamo a destra la Strada delle Coste che supera un primo podere e alcune villette prima di arrivare al borgo della Coste un piccolo agglomerato di case e poderi.
La strada inizia a scendere con pendenze importanti e raggiungiamo poco dopo il sottopasso del raccordo autostradale Firenze-Siena. Il tratto di salita che ci aspetta dopo la piccola curva è davvero molto impegnativo e il sole oramai la sta facendo da padrone perchè sono circa le 13.00 quando arriviamo in questo punto. Con tutte le forze disponibili cerchiamo di salire, molto piano, per raggiungere la sommità della collina che ci segnala l'ingresso nella città di Siena. Davvero dura ma un pò in sella, un pò spingendo,  arriviamo fino al bivio con via Milanesi dove giriamo a destra e la percorriamo tutta fino all'altro bivio con la Strada di Marciano che arriva fino alla grossa rotonda con viale Cavour.
Oltrepassiamo la chiesa di Santa Petronilla e davanti a noi  l'antiporto di Camollia (Il cosiddetto Antiporto di Camollia è una fortificazione di Siena)  passandoci proprio sotto e proseguiamo in direzione di Porta Camollia, una delle antiche porte nelle mura di Siena. Siamo arrivati nel centro storico di una delle più belle città d'Italia e del Mondo, Siena, e percorriamo via Camollia che nelle strette viuzze ci porta sempre più all'interno del centro cittadino.
Passiamo davanti a Palazzo Salimbeni (sede della banca Monte dei Paschi) e dopo aver scattato alcune fotografie
con la statua di Sallustio Bandini che fa bella mostra al centro della omonima piazza proseguiamo su via Banchi di Sopra e poco dopo raggiungiamo Piazza del Campo conosciuta in tutto il mondo non solo per la sua bellezza ma perchè qui vi si corre anche il Palio di Siena. La fermata è d'obbligo e il tempo, nonostante l'orario, lo troviamo per scattare e farci qualche fotografia e ammirare i vari palazzi che ne circondano la sua forma a conchiglia.
Ovviamente quella che la fa da padrone in così tanta bellezza è la Torre del Mangia (Sec. XIV) che, per chi non lo sapesse, è la terza, come altezza, delle torri antiche Italiane superata solo dal Torrazzo di Cremona e della Torre degli Asinelli di Bologna. Ripartiamo dopo aver fatto rifornimento di acqua nella fontana di Fonte Gaia (Sec. XIV) attraversando la Piazza facendo attenzione alla moltitudine di passanti che la percorrono in ogni senso. Imbocchiamo dalla parte opposta via Banchi di Sotto e con un piccola deviazione via del Porrione e in seguito entriamo in via Pantaneto. Dopo l'incrocio prendiamo via Roma, passiamo accanto all'imponente Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi, e proseguiamo in direzione di Porta Romana dove usciamo dalla cinta muraria della città senese.
Prendiamo subito a sinistra, scendendo di sella, perchè i gradini di via Piccolomini non permettono di utilizzare le nostre mountain bike, ma ci dovremo abituare, perchè l'itinerario da noi scelto è quello che normalmente percorrono i pellegrini che intendono arrivare a Roma a piedi. Riprendiamo l'asfaltata Strada di Certosa che per un pò di tempo ci terrà compagnia ed in breve, essendo il tratto quasi tutto in discesa, raggiungiamo la Certosa di Maggiano (Sec. XIV) un antico monastero che oggi è un hotel di lusso.
Entriamo adesso nel paesaggio delle famose Crete Senesi dove il colore del terreno argilloso da di fatto un tocco molto caratteristico a queste brulle colline dove su ogni poggio si intravedono poderi e cipressi che ne risaltano ancor di più la bellezza. La strada sempre per un lungo tratto asfaltata passa per il piccolo Borgo di Bucciano e il successivo di Borgo di San Pietrino dove l'asfalto termina ed inizia una bella discesa su strada bianca che arriva, dopo aver superato un agriturismo sull'asfaltata Strada di Renaccio.
E' ora di mettere qualcosa sotto i denti, il fisico comincia a richiederlo perchè dalla partenza a questo punto abbiamo già percorso quasi 40 km ed il dislivello è stato anche impegnativo con gli oltre 800 m.  Siamo fortunati perchè poco più avanti, alla nostra sinistra, il ristorante Renaccio è ancora aperto e un ottimo panino e un bella birra alla spina non ce la toglie davvero nessuno.
Ripartiamo dopo aver fatto nuovamente provvista di acqua, a quest'ora, 14:30, il caldo comincia a farsi sentire e forse anche un pò di stanchezza visto i continui saliscendi, ma siamo bikers e non possono fermarci le sensazioni così sotto un bel sole cocente inizia di nuovo la nostra pedalata. Dopo 500 m in discesa arriviamo ad una grande rotonda che superiamo proseguendo sempre diritto e dopo una leggera salita, della stessa lunghezza della discesa,  giriamo a sinistra (seguendo sempre le indicazioni del nostro GPS e comunque dei cartelli) per riprendere una bella sterrata che passa nel mezzo di un famoso allevamento di cavalli.
Il breve viale alberato ci porta poi in una stradina che attraversa le Crete in un impareggiabile scenario dove poco ci importa se dobbiamo affrontare un nuovo strappo, ma è la bellezza di questi angoli che non ci da tempo di pensare alla stanchezza. Arriviamo così al Colle di Malamerenda dove attraversiamo la  SR2  e proseguiamo sempre su sterrato con un primo tratto su strada bianca in discesa. Sappiamo già che non è ancora finita, le informazioni che ci danno i nostri GPS sono fin troppo inequivocabili,  riprendendo a salire per circa 1 km sulla Strada di Borgo Vecchio in un contesto davvero bellissimo e siamo su una sterrata classificata come Strada Provinciale di Murlo  SP34 .
La provinciale sembra non finire mai, tanti sono i continui cambi di direzione in mezzo ad una serie di colline completamente verdi ed in parte, specialmente ai bordi, dove cespugli di fiori rossi fanno da contorno al bianco del fondo stradale.  La sterrata è di una lunghezza di circa 3 km e termina ad un bivio in cui il fondo ridiventa asfaltato e siamo ancora nel mezzo delle colline. Il lungo rettilineo che imbocchiamo 50 m più avanti, in discesa, su via del Poggio ci porta alla periferia del piccolo centro di Ponte a Tressa che oltrepassiamo su questa stradina dove non incontriamo nessun veicolo ma è da quando siamo partiti che di auto ne abbiamo viste davvero poche.
Siamo in Val d'Arbia importante valle dove la produzione vinicola è davvero ottima e seguiamo le indicazioni del GPS, tenendo sempre come riferimento i cartelli posti ad ogni bivio che segnalano comunque il percorso, per andare in direzione del piccolo centro di Cuna che vediamo però solo dal basso perchè la strada ci passa solo in fianco. Il rettilineo che imbocca Strada della Fornacina riprende a salire non appena passato il bivio lasciando la strada asfaltata per ritornare su un tratturo di 800 m con pendenze intorno al 6/7% fino ad incontrare un'altro bivio dove teniamo la sinistra per incrociare la provinciale  SP23 .
Da questo momento, guardando la sequenza sul nostro GPS di quello che ci resta ancora da percorrere, rileviamo  che per circa 3 km la strada sarà un continuo saliscendi e da quello che vediamo davanti a noi sono ancora tutte strade sterrate.  Seguiamo la Strada di Vignale, tenendo la nostra destra al primo bivio,  e la lasciamo quando in prossimità di una fattoria proseguiamo diritto per la Strada di Greppo.
Qui è un susseguirsi di curve, salitelle e discese e quando raggiungiamo un piccolo nucleo di case teniamo la sinistra e riprendiamo nuovamente la strada asfaltata che adesso in discesa va in direzione di Monteroni d'Arbia di cui attraversiamo la zona industriale e teniamo la destra quando incrociamo nuovamente la  SR2  alla grande rotonda.
Manca davvero poco alla nostra meta odierna, però per arrivare a destinazione un ultimo strappo prima del meritato riposo, la piccola salita verso Lucignano d'Arbia. ma adesso siamo davvero arrivati e la prima di quelle cose che si hanno da fare è quella di togliersi lo zaino dalle spalle per avere di nuovo la sensazione, per qualche ora, di essere molto più leggeri. Non ci resta altro che metterci a lavare le nostre mountain bike prima di andare in camera ed iniziare a fare il bucato delle nostre magliette che veramente sono fradicie di sudore.
Siamo comunque contenti perchè per essere stata la prima giornata i km percorsi (quelli che segna il nostro GPS sono 57) ed anche le pendenze non sono state meno importanti, ma al momento non ci sentiamo per nulla stanchi, ma sarà, forse, l'adrenalina che abbiamo ancora in corpo.
Dopo la serata passata un pò a tavola e un pò a scambiarci quattro chiacchere e alcune idee per le prossime escursioni dell'anno si va a dormire, la prima giornata si è conclusa su un bellissimo tracciato, a tratti anche tosto, e domani ci attende, secondo le indicazioni delle tracce GPS che abbiamo, un'altra distanza simile a quella odierna dove però troveremo un dislivello maggiore di quello odierno. Tutto questo non ci preoccupa affatto ed anzi siamo ben contenti nel proseguire perchè scoprire ancora una parte di territorio, per qualcuno di noi, ancora sconosciuto mette una voglia addosso di partire che lo faremmo anche se adesso è notte. Intanto prima si salutarci ed andare ciascuno nella propria camera definiamo l'orario per la sveglia ore 7:00, orario di colazione 7:30 partenza ore 8:00, ma sappiamo già che questi orari non li rispetteremo, ma va bene anche così.
Pier
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La Via Francigena in mountain bike - Tappa n. 1 - Mensanello - Lucignano d'Arbia